lunedì 4 agosto 2008

Guangxi – tappa 4. Yangshuo e dintorni

E siamo, finalmente per voi, all’ultima tappa di quest’avventura nel Sud della Cina!

Siamo quindi a Yangshuo, in un carinissimo ostello pieno di turisti stranieri non-cinesi! Sulla terrazza di tale ostelletto, dotato anche di camere con bagno per un prezzo di circa 4-5 euro a notte, abbiamo intrattenuto piacevoli conversazioni con vari personaggi. Tra questi degni di nota sono l’omonimo di Kirk Douglas (un regista texano che risponde perfettamente allo stereotipo dei texani) e una tardona cinese che voleva imparare a giocare a scopa (ma secondo me intendeva qualcos’altro) e ci ha costretto a ripetere un po’ le scene di “Non ci resta che piangere” quando Troisi cercava di spiegare a Leonardo da Vinci che con “sette bello, asso di denari e donna” in tavola non si può prendere, se si ha in mano una donna, il settebello e l’asso!





Yangshuo è un cittadina un po’ anomala, tanto improntata al turismo che a noi ha fatto venire in mente il paragone con una Ibiza o una Rimini. Satura di turisti per le strade a tutte le ore, le due-tre vie principali completamente invase da negozi per attirare i polli, ristoranti sul lungo fiume in un’atmosfera decisamente invitante, locali notturni coi tegami* di turno a ballare sui cubi e molto molto colorata, decisamente piacevole allo sguardo e ben curata come pulizia e architettura urbanistica. La quarta foto della serie che segue mostra una donna intenta alla prima fase della lavorazione della seta: nella bacinella d’acqua ci sono i bacherozzi che lei prende e apre, fa dei batuffoloni di seta mescolando 3-4 bacherozzi e poi con qualche magia stende la matassina ottenuta sul telaio a ogiva…molto bellino da vedere!






Basta però uscire poche centinaia di metri dal “centro” per vedere una situazione completamente diversa ma che rappresenta comunque una città in espansione economica. Divertente, o meglio spaventoso, osservare i dentisti e le sale del pronto soccorso operare quasi a cielo aperto… O____o





Il giorno dopo l’arrivo, svetaglici di buon’ora (tipo le 10:30 del mattino…sì, abbiamo fatto abbastanza schifo ma eravamo distrutti da fatica e solleone!!) abbiamo affittato un paio di ottime mountainbike (3 € per tutto il giorno!!) e ci siamo lanciati verso la famosa “collina della luna”. La sgambata in bicicletta che abbiamo fatto quel giorno è stata una delle cose più belle di tutto questo viaggio, i picchi nei dintorni di Yangshuo sono veramente stupefacenti! Con la nostra cartina semi-inutile siamo finalmente arrivati a questa collina, per poterla scalare e godere del famoso panorama su picchi e risaie.
Appena arrivati veniamo subito assaliti da una tenace vecchina. Ci avevano avvertiti che sarebbe successo, ma la cariatide che ci si è appiovrata era una cosa clamorosa, una cintura nera di perseveranza!! Avrà avuto 150 anni ma sapeva i termini chiave dell’inglese e i saluti in tutte le lingue, dicendoci “CIAO!”. Ha voluto fare per forza la scalata, discretamente faticosa, con noi e il nipotino che voleva perfezionare un po’ l’inglese (era capitato benino vai!!), cercando di farci comprare le sue bibite col solito mantra “che sete, che caldo, che sete, che caldo, che fatica”. Alla fine abbiamo dovuto comprargli, ad un prezzo esorbitante, ma meritato per la pervicacia mostrata, una lattina di succo di mango. Per questo è stata soprannominata da chi è arrivato lì prima di noi “Lady Mango” e lei ci ha mostrato un’agenda dove ha raccolto i commenti e i saluti di chi si è affezionato a lei e ha voluto lasciare foto e dediche, questa che posto qui era la più bella!





La cima della collina è curiosa, ha un buco che le conferisce il nome di “moon hill” e effettivamente la vista della quale si gode è notevole! C’è da dire che la giornata non era bellissima, c’era voglia di temporale…nonostante tutto, da bravi incoscienti, siamo saliti nel punto più alto dove abbiamo trovato…un cavo dell’alta tensione, il che ci ha fatto scappare immediatamente non appena abbiamo visto l’impervesare di fulmini nei dintorni!!





Ma il bello doveva ancora venire! In preda a un mistico spirito di avventura cominciamo ad infilarci con le bici per le stradine più improbabili, convinti che tanto “tutte le strade portano a Yangshuo centro”! E’ qui che comincio a vedere i paesaggi e le scene più incredibili che abbia mai apprezzato in vita mia: fra campi di riso quasi maturo ovunque che emanavano un profumo di…di riso ovviamente, si innalzavano picchi bellissimi circondati da verde smeraldo, corsi d’acqua e bufali d’acqua ovunque e spesso sembrava di essere tornati indietro nel tempo...per riallacciarci alla storia di “Non ci resta che piangere”, più ci avventuravamo per sentierini sconosciuti, più maturavamo la convinzione che presto ci saremmo ritrovati a Frittole! ^__^





Poi comincia a piovere…e chiediamo ospitalità sotto una tettoia di contadini locali, con i quali intraprendiamo un’improbabile conversazione in cinese a smozzichi e bocconi ma che ci ha lasciato molto divertiti!! Mitico il vecchietto che ripeteva tutto ciò che io e il mio fido scudiero ci dicevamo in italiano e che si rollava sigarette senza filtro! Ovviamente anche a loro non mancava la parabola, per la quale qualcuno ha trovato anche degli usi alternativi alla ricezione!





Appena spiove un po’ continuiamo la nostra sbiciclettata fra fiumi da attraversare su piattaforme a pelo d’acqua, zattere per turisti, paesaggi bellissimi, pozzanghere che lasciano segni definiti come “hen bu hao” (“molto, molto male”, probabilmente la massima espressione di disappunto cinese!) sulle magliette, aria pura, bufali semi-liberi, senso di libertà





In alcuni momenti, ho pensato di essere nel giurassico e mi aspettavo che uscisse un qualche dinosauro da dietro una roccia, in altri momenti pareva di essere in Vietnam e in effetti alcuni paesaggi sono davvero simili a quelli visti nei film (e mi è stato confermato che il Vietnam presenta posti e scene molto simili!).





Alla fine siamo stati fuori circa 6-7 ore ma non ce ne siamo nemmeno accorti!! La sera ci aspettava “la pesca col cormorano” nel fiume Li. È una tecnica ingegnosa utilizzata in diverse parti dell’asia che permette una pesca veloce e abbondante di piccoli pesci. Sono sicuro che esista anche a Kyoto, ma non ho idea di quanto sia diffusa nel resto del continente.
Solitamente si svolge durante la notte. I pescatori legano uno spago intorno al collo dei volatili e un altro spago intorno a una zampa: li lasciano nuotare illuminando l’acqua (quindi i pesci) con delle lampade, loro acciuffano il pesce con sorprendente efficacia ma non possono inghiottirlo. Quando il gozzo è pieno il pescatore li recupera attraverso lo spago e gli toglie il pane, pardon, il pesce di bocca. I pescetti più piccoli invece finiscono nella pancia del cormorano.
Forse è un metodo un po’ cruento, ho sentito i commenti più feroci verso questa tecnica. Però l’uomo utilizza gli animali da migliaia di anni e non credo che allevare un animale in una stalla per poi macellarlo, o tenerlo legato al giogo per l’aratura, oppure usarlo come porta-bagagli su per le montagne, o come ornamento in una boccia di vetro, sia meno a-morale!! Fra l’altro gli uccelli non mostrano alcuna voglia di scappare neanche quando vengono lasciati liberi e non sembrano soffrire più di tanto…[link]imprinting alla nascita o penne tagliate come ai pappagalli??





E il viaggio è finito!! Sì, lo so che questo post è pallosamente lungo, ma alla fin fine il motivo per cui scrivo è per potermi ricordare anche il più piccolo dettaglio di questo viaggio che aspettavo di fare da una vita e quindi…v’attaccate, tanto voglio vedere chi è che è riuscito ad arrivare fino alla fine mantenendo una decente soglia di attenzione!! :P
A distanza di due settimane dalla fine di questo viaggio le emozioni e le immagini sono ancora vivissime e nitidissime, ci tornerei anche subito! E spero che le informazioni che ho scritto col sangue e col sudore (che melodrammatico!!) possano essere utili a chi vuole fare sto viaggetto bello ma impegnativo e anche un po’ improvvisabile!!


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Glossario:
Tegame: parafrasando la definizione del vocabolario di termini livornesi “Il nuovissimo Borzacchini”, si definisce tegame un contenitore di scarso valore, solitamente in alluminio o latta, atto a contenere le più svariate cianfrusaglie. Il lemma si adatta bene, quindi, anche a donne di troppi facili costumi che vengono a rappresentare contenitori, stavolta di membri maschili, di eguale versatilità nella superficialità ed eterogeneità dell’accoglienza. (ah, si fa per scherzare eh, comunque chi si offende è un tegame!! ^__^ )

6 commenti:

Butterfly ha detto...

ho letto tutto, ho letto tutto! GIURO :P
allora....dunque dunque... bellino il cappellino alla Mr. Crocodile Dundee de noartri :P

Notevole anche la mamma con pargolo in cesta e... bada lì come rigozza il cormorano!! gaaaaanzo de :P

vai vai, goditi questi ultimi giorni di ruzzo!!!

lucia ha detto...

sí. il cappellino é m e r a v g l i o s o!!!
e la feroce invidia per le cose bellissime raccontate mi porta a dire: "certo ti hanno pagato per faticare un casino eh? neanche patrizio roversi e siusi blEdi!"
:)))
baci!

France ha detto...

Non oso immaginare cosa varete scritto sul quadernino della signora Mango (probabilmente la nonna del famosyssimo cantante)

Giorgiorgio ha detto...

eh, ormai i giorni di ruzzo son quasi finiti, mercoledì risono sull'aereo per tornare a casina!!

PErò se non smettete di prendere per il culo vi faccio rigozzà come fanno i pescatori coi cormorani, ho imparato la tennica! :)


Ah, alla Sig. Bud. Mango n'ho scritto che è un gran tegame e che è peggio di un gatto attaccato ai coglioni!! :)

France ha detto...

NO, dai, torni proprio ora che cominciano l'olimpiadi?
Allora se c'incastra ci si vede a fine Ogosto quando sono in Italia anche io?

Giorgiorgio ha detto...

torno a Lympiady già principiate, ma tanto qui di biglietti non c'è verso di trovarne, le vendite attraverso internet dicono una cosa in inglese e una cosa in cinese (e gli stranieri non possono comprare da internet!!), e per di più, proprio per le olimpiadi, non c'erano più voli disponibili fino a inizio settembre...e io qui, da me e con tutti quelli che conosco in ferie e il lab. chiuso, col caxxo che ci resto!! :)