domenica 27 luglio 2008

Guangxi – tappa 2, parte 2. Zhongliu e la nostra fedele guida Yao

Proseguendo la nostra camminata per le risaie a terrazzo, alternando freschissimi e verdissimi boschi di bambù a panorami spettacolari, ci siamo imbattuti più volte nei contadini, ma soprattutto le contadine, della zona.





Appartengono quasi tutte alla minoranza Yao, famosa per aver portato il paese di Ping’an nel Guinness dei primati in quanto le donne hanno i capelli più lunghi al mondo. Più che un’usanza è più un costume religioso: le donne tagliano i capelli solo una volta a 18 anni, dopodiché non li tagliano mai più, li fanno arrivare fino ai piedi e oltre e per portarli senza impazzire, col caldo che fa, li ammucchiano in una sorta di turbante sopra la testa…avranno tutte un collo come Mike Tyson queste!!





Una di queste signore ha deciso di adottarci. Ci ha fermato, ci ha chiesto se stavamo andando a Zhongliu (il paesino che stà a metà fra le due contee, vedere la cartina del post precedente) e si è “offerta” di accompagnarci, ovviamente implicitando un compenso finale. Abbiamo ripetuto in mille lingue che non ne avevamo bisogno, che la strada era facile e quindi non si doveva disturbare. Niente, si è appolpata alle nostre costole cercando di spaventarci parlando di enormi difficoltà di cammino e migliaia di bivii.
La stradina per Zhongliu era invece molto semplice e durante il cammino abbiamo escogitato più piani per sbarazzarci nei modi più cruenti della fottuta vecchia, abbiamo anche provato a seminarla, ma l’unica volta che pensavamo di esserci riusciti era perchè lei si era fermata a farmi un cappellino con delle frasche di felce! Bellina, si era preoccupata per il sole che stavo prendendo alla testa, che ne sapeva lei che il mio rincoglionimento è un caso genetico!! A quel punto abbiamo pensato che se non li puoi battere te li puoi fare amici, così ci siamo rassegnati alla sua presenza costante. Dopo essersi offerta di farci una foto, dopo aver visto che cercava pure la luce migliore per scattare con le nostre digitali e dopo aver visto che in quel remoto angolo di Cina lei aveva un cellulare cazzutissimo e modernissimo, abbiamo pensato che la nostra 45enne signora contadina era “troppo avanti” e alla fine ci siamo anche affezionati!





La giornata non si stava mettendo per il meglio e delle nuvolacce nere sopra di noi minacciavano le restanti 4-5 ore di trekking…e in collina, con pietre e scalini scivolosi, può non essere simpatico. Chiedo ad un gruppo di contadini appena incontrati se secondo loro verrà a piovere e al mio “xia yu ma?” rispondono con un insindacabile e inappellabile “mei you”, detto con una tale sicumera da non lasciar adito a nessunissimo dubbio, ma abbiamo mantenuto il nostro scetticismo da sciocchi occidentali. Non ha piovuto, nemmeno una goccia!! Anzi, mi sono beccato un’insolazione come non mi succedeva dall’adolescenza, chiaro segno punitivo da parte del Dio della Montagna perché avevamo messo in dubbio l’infallibile saggezza contadina!

Arriviamo finalmente a Zhongliu, decisamente molto molto meno turistico del precedente villaggio. Le parabole non mancano nemmeno qui, ma è evidente fin da subito che tira un’aria completamente diversa, molto più antica e tradizionale. Le persone sono tutte gentilissime e ci accolgono con grandi sorrisi!!





Dopo che la signora ci ha ipnotizzato con il mantra “c’è da camminare molto quindi dovete mangiare ORA, che fame, che sete, che caldo, che fatica” accettiamo di buon grado che la nostra guida ci prepari il pranzo! Si fa prestare la casa da uno del villaggio e va a raccattare un po’ di verdure e uova fresche: in una ventina di minuti un profumino spettacolare si propaga fino ai nostri centri della salivazione! Fagiolini lessi, patate fritte, riso in abbondanza (ovviamente locale, buonissimo e profumatissimo, tutto un altro riso rispetto a ciò che mangiamo noi!), uova strapazzate con erba cipollina, cetriolo con zucchero sopra, insomma un vero pranzo contadino che può sembrare poca roba, ma alla fine eravamo pieni come otri! Fra l’altro ci hanno anche portato due belle tazze di mi jiou, un liquore dolce ottenuto dal riso, veramente buono e anche ben gradato!! Altro che quella merda dell’er guo tou!!





Tutto squisitissimo, ma ci avrei scommesso la canottiera! ^__^
Cerchiamo di mollare lì la nostra guida ma…macchè, non ne vuole sapere e alle mie proteste basate sul fatto che la strada per Zhongliu era una sola e non un labirinto come lei ci aveva fatto credere, la nostra eroina ci risponde che d’ora in avanti la strada sarà davvero un labirinto (ma guarda te il caso!!) e che DEVE venire anche lei!

E stavolta aveva ragione!! Le stradine e i sentierini si moltiplicano, ma quel che è peggio è che spariscono le indicazioni per il villaggio successivo, Dazhai!! Stavolta camminiamo davvero tanto, sembra di non arrivare mai, ma con la nostra guida dalle gambe d'acciaio ci sentiamo al sicuro e ci rilassiamo godendoci la passeggiata, che ci regala altri paesaggi e altri incontri interessanti. Fossimo stati da soli avremmo sicuramente pensato ogni 10 minuti di esserci persi, la mappa che ci avevano dato era totalmente senza senso!! In una delle prossime foto si può anche vedere un rustico lavatoio per i panni!





Arriviamo finalmente a Dazhai, un altro villaggio famoso per i suoi “punti di osservazione” delle risaie a terrazzo e dove abbiamo ritrovato i segni di uno sviluppo turistico che sta dilagando!
Lla passeggiata di tutte quelle ore, nonostante il sole impietoso, meritava, per tutto! Per i paesaggi, per il relax, per la signora, per le mondine incontrate, per i boschi, per le fonti…faticoso ma bello, anche se abbiamo trovato qualcuno che ha trovato modi più rilassanti per arrivare nei punti chiave e godersi il paesaggio! O__o





È arrivato quindi il momento di lasciare anche Dazhai e tornare indietro a Ping ‘an a riprendere gli zaini, per poi tornare alla strategica Guilin! Ma l’avventura non è finita! Il furgoncino-navetta che ci deve riportare al paesello di partenza è guidato da un pazzo furioso che corre su una strada sterrata ma che in compenso presenta varie frane fresche fresche da una parte e un piccolo burroncello dall’altra, ovviamente tutto quasi senza protezioni! E come se non bastasse troviamo la strada sbarrata da dei grossi tronchi di legno, che ci fanno pensare ad un’imboscata stile far west.





Ci tocca quindi scendere e rimuovere a mano l’ostacolo, e vabbè, cosa tocca fà pe’ campà!!
Alla fine riusciamo a rispettare i programmi e a tornare a Guilin: il giorno dopo ci aspetta la crociera sul fiume Li!

6 commenti:

daniela ha detto...

Finalmente si è capito a chi ti ispiri col nuovo look!!! :P
:D

Butterfly ha detto...

Continuo ad invidiarti le risaie a terrazzoooooooooo!:)
Ebbravo, bel giro davvero!! E pensa... non ha nemmen piovuto! :p che ti avevo detto!? eheheh

Giorgiorgio ha detto...

@ Daniela:

e non hai ancora visto come son bellino col turbante di capelli in capo!! Un'opera d'arte!! :P


@ Butterfly

Cmq per una giornata ha piovuto, cara gufona che non sei altro, stiamo ancora valutando le tue responsabilità in camera di consiglio, vedi di non lasciare la città prima del verdetto!! :P

lucia ha detto...

cavolo... ero giá tutta sdelinquita e poi ho avuto l´´ orrenda visione della bossiana canottiera.
i calzini a fisarmonica d´ordinanza... (almeno a quelli ero un pochino abituata...)...
sei il migliore.
ma il marsupio che fine ha fatto?
ps: foto e racconto stupendo, comunque!

Giorgiorgio ha detto...

solo te, solo te fra tante foto potevi notà i calzini a fisarmonica che io non noto nemmeno mentre li indosso!! Ma delle luci che te ne pare?!!? :P

cmq la canotta alla Mago Oronzo non potevo non mostrarla a una minoranza che ne aveva assoluto bisogno, no!??! ^__^


dio bono ci tornerei anche subito in quei posti!

lucia ha detto...

ci ´redo!!!
sui calzini... li ho notati anche nell´ultimo post. non li posso vedé!
:)
sulle luci: mah... c´era qualche difettuccio...
ahahahah!