martedì 22 luglio 2008

Guangxi - tappa 1. Guilin: un gradevole crocevia

Ed eccomi tornato, tutt’altro che felice, nella mia caotica e inquinata Pechino.
In effetti una delle cose che più mi hanno sorpreso di questo mio viaggio è di scoprire che il sole non è un disco velato, ma può essere cristallino e che la Luna si può vedere. Qui a Pechino mi ero quasi dimenticato della Luna e delle stelle…è un po’ come l’aria che si respira, nessuno si accorge che c’è fino a quando non smettiamo di respirare!

Posso dire con certezza che questo è stato il viaggio più bello ed emozionante che abbia mai fatto. Fantastico, e basta!
Ho condiviso le esperienze di viaggio col mio compagno di sventura Francesco… e di sventure ne condividiamo ben al di là di ciò che ci può essere capitato durante questa esperienza, ma passiamo oltre! Francesco si è rivelato un compagno fedele e affidabile, lavoratore, camminatore, mai un lamento (strano per lui!! :P ), entusiasmo sempre alto anche nel rischio di affidarsi nelle mani delle minoranze etniche o contadini cinesi, quando gli dicevo “cuccia!” faceva la cuccia, obbediva, insomma aveva anche la parola, cosa volere di più da un veterinario?!?! :)

Il primo giorno l’ho trascorso solo soletto nella tuttosommatocarina Guilin, nella quale sono atterrato dopo circa 3 ore di volo (grandina la Cina eh!!). Spezzo subito una lancia a favore delle compagnie di volo “interne” cinesi, aerei nuovi, danno senso di affidabilità, poltroncine stra-comode e personale gentile!

Guilin ha molte cose da offrire al turista ma non si può dire che valga il viaggio. È però un buon punto di appoggio visto che ha un comodo e moderno aeroporto ed è esattamente in mezzo alle due tappe più gettonate: 100 Km dalle risaie terrazzate delle contee di Longji e Jinkeng e 70 Km dalla incantevole e paradossale Yangshuo (vedi mappa del post precedente).

Alcune tappe che mi ero prefissato a Guilin le ho saltate a piè pari. Guilin è una città creata attorno al turista, così come anche il centro di Yangshuo, tanto che si incontrano molti cinesi residenti in grado di parlare un discreto inglese (cosa che a Pechino me la sogno!) e spesso alcune tappe cosiddette “obbligate” sono un po’ delle buffonate.
E’ così che ho deciso di non andare a vedere la “Grotta del Flauto di Canne” in quanto di grotte siam pieni anche noi in Italia e soprattutto non le illuminiamo con luci artificiali.
E ho saltato, per principio, il “Parco della collina dell’elefante”, dove per entrare e fare una semplicissima fotografia volevano più di 3 euro, un’enormità per vedere una semplice roccia. In pratica per evitare che i turisti fotografassero senza pagare, il panorama sul fiume è stato parato con cartelloni di ferro e siepi altissime…rovinando con un risultato agghiacciante il paesaggio del lungo fiume. Questa cosa mi ha dato fastidio…così ho messo mano allo zoom per riprendere alla meno-peggio sta roccia col buco.





Mi ha dato fastidio soprattutto perché il lungo-fiume del fiume Li è veramente molto bello. Barche di bambù, sia per trasportare sonnacchiosi turisti, sia per pescare, sono ovunque e una bella passeggiata lungo le sponde o sui ponti regala una vista mozzafiato sui picchi che circondano la città, la quale si trova praticamente attorniata da giganti calcarei dalle mille forme e coperti da vegetazione lussurreggiante. Un paradiso.





…e il caldo, veramente micidiale e umido, fa riempire il fiume di bagnanti o anche solo di gente sulla riva in cerca di un po’ di frescura.





Guilin è una città tutto sommato moderna, con un centro storico pieno di bar e pub in stile occidentale, sale da tè e gente che ti chiede di continuo se vuoi farti fare un massaggio (se rispondi di no si affrettano a precisare che son fatti da “giovani e belle ragazze”…). Trovate un po’ di foto delle strade commerciali nella galleria, alla quale si accede cliccando sulle immagini più sopra, qui preferisco postare, piuttosto, le foto di un bel laghetto situato proprio a sud del centro storico e che presenta due alte e antiche pagode molto carine, così come è molto - ma molto - carino tutto il lungo-lago, ideale per una sosta al riparo dal sole e pieno di verde…ancora una volta rimpiango di non poter quasi mai vedere cose simili anche nelle mie città: Guilin ha meno di 300.000 abitanti, in pratica un villaggio considerata la media cinese, eppure le aree pubbliche sono pulite e curatissime alla faccia di chi vuole vedere nei cinesi un popolo di incivili sudicioni.





Una tappa molto pubblicizzata, che però non mi ha fatto impazzire, è il “Solitary beauty peack”, un picco di roccia alto sui 60 metri dalla cima del quale si può ammirare la città dall’alto. Il picco è circondato da un bel parco e da edifici che ospitano varie mostre, ma l’ingresso è di circa 5 euro…in questa zona della Cina hanno capito che i turisti si possono spremere per benino!! La salita per scalare il picco è bella pesante, anche moralmente, soprattutto se si incontrano personaggi come quello nella foto sotto che ti guardano come si fa con un animaletto esotico, piegano di lato la testina facendo “halooooo” con la manina per vedere se sei davvero dotato di parola e poi insistono per farsi fare una foto con te. Agli occidentali capita spesso, allora ho deciso di far scattare una foto anche con la mia fedele Olympus!! Eccheccazzo!! Quasi peggio di un tipo che mi ha voluto accompagnare per 500 mt del mio cammino per convincermi a iscrivermi al suo corso di kung fu…nonostante gli dicessi che l’indomani avrei lasciato la città! -__-





Essendo meta di molti turisti, sia stranieri che cinesi, Guilin è piena di persone che vogliono offrirti un albergo o un ristorante o cartoline, ma è anche affollata da contadini locali che accorrono per vendere le loro merci e arrivano con tutti i mezzi e nelle condizioni più disagiate…una delle scene più tremende è stata vedere un padre che spingeva con fatica il proprio carretto carico di riciclabili, dotato di bici come traino, tenendo in braccio il proprio figlioletto. L’agricoltura qui è molto sviluppata e la frutta la fa da padrona fra i prodotti locali, specie mango e lichees (o lycis per gli ignoranti come me prima di fare sta googlata!).





Merita invece una visita il “Seven stars park”, chiamato così perché i sette picchi carsici che vi sono compresi son disposti secondo una geometria simile a quella della costellazione dell’Orsa Maggiore (o come le cicatrici di Ken Shiro, a scelta). E’ un parco immenso, immerso nel verde e pieno di attrazioni per passare il tempo. Vi sono cascate (sono discretamente convinto che quella nella foto sia finta), cavernucole freddissime, laghi, rami del fiume Li, alberi, canneti, ponti, c’è perfino uno zoo (dove si millanta la presenza del panda maggiore, invece c’erano solo 3 panda rossi nemmeno ben visibili) e delle scimmie libere di circolare e di far del male ai passeggiatori (ovviamente ho cercato di avvicinarne una che mi ha subito aggredito facendomi arretrare di corsa!).





In buona sostanza Guilin è una città carina che si può girare a piedi o in bici in un giorno o due (se ci si sta due giorni si possono anche vedere le grotte che ho evitato e si può rischiare di saggiare la salubrità delle acque del fiume con un bel bagno ristoratore), piena di negozi, alberghi e ostelli, ma nulla di paragonabile a ciò che abbiamo visto e vissuto i giorni seguenti…(continua…)

2 commenti:

Francesco ha detto...

"si è rivelato un compagno fedele e affidabile, lavoratore, camminatore, mai un lamento": descrizione valida per animali da lavoro, scooters, trattori... ma li mortacci tua.

Con simpatia e affidabilità, il veterinario.

Giorgiorgio ha detto...

HAHAHAHA, l'intenzione era ESATTAMENTE quella!! ^___^

oh, ma in un mondo di cinesi non è mica poco poter contare sull'affidabilità!! ;)