sabato 5 luglio 2008

Una gita (o gitarella) a…Chengde! Giorno 1

La Cina è piena e strapiena di bellissimi luoghi da visitare…il problema è riuscire a raggiungerli evitando il pericolo di non poter tornare indietro per colpa dell’incomunicabilità derivata dalla lingua: se a Pechino sono molto poche le persone che parlano cinese, come ci si avventura fuori dalla città scendono le tenebre sulle possibilità di interazione! Detto in parole povere, se si vogliono visitare luoghi che non fanno parte dei circuiti turistici “classici” è meglio avere con se un cinese o qualcuno che sappia parlare il cinese!

Vi ho presentato i miei ex-compagni di corso qualche post fa, fra i quali ce ne sono alcuni che col cinese se la cavano piuttosto benino, essendo qua da diversi anni. All’inizio mi sono affidato praticamente sempre a loro, o quasi, per le visite in luoghi poco convenzionali!! Ora ho un po’ ampliato i miei giri di conoscenze e posso permettermi più tipi di babbi e mamme protettrici! ^__^

Mi viene proposto di fare un giro a Chengde, una (niente affatto ridente) cittadina “molto vicina” a Pechino e situata a nord est, nella quale passare un paio di giorni.





Molto vicina perché occorrono “solo” 4 ore di treno per arrivarvi e i cinesi sono abituati a ben altri tempi di percorrenza.
Per loro è vicino qualsiasi posto che richieda fino a 10 ore di treno, la Cina è grande grande ed è normale viaggiare di notte per dormire sul treno! Tanto che per le lunghe percorrenze, più che i normali “posti a sedere”, vengono venduti dei “posti letto” tipo le nostre non più usate cuccette e i biglietti sono differenziati in “letto morbido” o “letto rigido”, ovviamente il primo ha un prezzo maggiorato.

Sveglia alle 4:30 e quindi con la bici avrei dovuto raggiungere i miei compagni! Dopo aver superato lo stato di coma mi accorgo che il mio dormitorio non è un albergo: a mezzanotte chiudono i battenti e li riaprono alle 6! Ero chiuso dentro!! Di uscite di sicurezza nemmeno a parlarne, son tutte lucchettate e se succede qualcosa l’unica mia speranza è la soluzione che uso per rientrare dopo l’ora di cenerentola: sto al piano terra e ho una finestrella 40 x 80 cm come accesso all’aria esterna. Con consumate abilità da “uomo ragno” mi ci arrampico e quando faccio tardi entro da lì. Quella notte l’ho usata per scappare dalla mia stanzina!! Meno male son magro!!


Una volta arrivati e usciti dalla stazione di Chengde ci troviamo avvolti da un’orda di sedicenti guide turistiche che vogliono portarci in giro. Ne scegliamo una che ci ispirava, forse perché vestita in maniera veramente eccentrica, e partiamo. Ovviamente tutto era spiegato in cinese e io mi sono accontentato di qualche briciola di traduzione. E’ meglio anche per voi che leggete, così almeno mostro più foto e parlo meno! ^__^

La prime due tappe del primo giorno sono state all’insegna della tibetanità, fra l’altro in un periodo politicamente caldo in proposito!


Ci siamo quindi diretti per prima cosa al Tempio Puning o “Tempio del Budda” in quanto all’interno vi è un gigantesco Budda (alto almeno 6-7 metri).














Il tempio, come succede sempre in questi angoli buddisti, è circondato da tutta una serie di altri templi minori, pagode e altri palazzi ognuno col suo specifico significato e funzione.
Queste alcune delle meraviglie che si possono osservare.





Il passaggio fra questi palazzi, templi minori e piazze con incesieri o altri oggetti che aiutino la meditazione ha la funzione di percorso ascetico e di purificazione prima di poter arrivare al contatto con la statua del Budda principale. Si prega, si fanno offerte, si fanno girare i rulli che vedete in foto come fossero un mantra. Ad essere franchi è la parte che più mi è interessata di questo magico pezzetto, dove la pace e il silenzio erano effettivamente regnanti…





Molti di questi templi “di elevazione spirituale” presentano strani mostri all’ingresso, grandi e con aria molto minacciosa. Servono per spaventare gli spiriti cattivi e proteggere sia le divinità sia le anime di chi prega (monaci in primis).





E alla fine si arriva alla statua, gigantesca, del Budda, un omone con tante mani e un occhio per ogni mano in quanto il Budda è colui che, con la sua elevazione sopra ogni cosa, tutto vede e tutto sente!





Nel resto della galleria (accessibile cliccando sulle immagini postate e poi scorrendo con le frecce), ci sono anche delle foto di alcuni saltimbanchi che intrattengono i turisti con le loro esibizioni.



La seconda tappa del primo giorno è stata la cosiddetta “Little Tibet” o “Eight Outer Temples” . E’ un complesso di 12 templi (si, avete ragione, ma si chiama lo stesso “eight outer temples”, oh allora?!?!), circondati da una splendida cornice formata da altre strutture minori in stile tibetano, costruiti sul fianco di una montagna.







Il nome “Little Tibet” deriva dal fatto che il tempio principale, il Tempio Putuozongcheng, è molto simile al Tempio Potala che si può trovare a Lhasa e per questo la località è spesso scelta per “pellegrinaggi” (se così si possono chiamare) da coloro che non hanno la possibilità di un viaggio nel lontanissimo Tibet. Nell’immagine sottostante il primo tempio è il “surrogato” che si può trovare a Chengde





Questo complesso, insieme alla residenza estiva dell’imperatore (Mountain Resort) di cui parlerò nel prossimo post, è stata inserita nel patrimonio mondiale Unesco.
Anche nella Little Tibet si trovano molti edifici e costruzioni interessanti, fra le quali una colonna ai lati delle quali erano incise degli scritti nei 4 stili di caratteri principali dell’epoca: cinese mandarino (stile Han), cinese della Manciuria (Manchu), mongolo e tibetano.





Nel tempio principale le decorazioni investono gli occhi con colori sgargianti ancora più che nelle costruzioni che lo circondano. I colori dominanti sono giallo, rosso e verde e oro, come è tradizione dei templi buddisti cinesi. All’interno del tempio ci sono anche le caratteristiche tinozze d’acqua tibetane: strofinandone i lati (per la “modica cifra di 10 yuan, ovvero quasi un euro, ‘rtacci loro!) la “campana” produce un suono molto acuto e l’acqua comincia a vibrare per effetto delle onde sonore, un simpatico esperimento che potrebbe essere portato nei laboratori di fisica di scuole medie e superiori! :)





Il resto della gita sarà affidato al prossimo post, altrimenti vien fuori un tomo indigeribile anche per le persone più curiose!!

5 commenti:

Butterfly ha detto...

ahhhh guardalo bellino!!! Va a Pomaia e ci vuol far credere che sia ancora in Cina!! Ahhh noooo non ci si casca!!!! (bel giro, bravo! però se ti prendevi una guida magari capivi qualcosa in più sui rulli di preghiera...hihihi) -> vendetta mode on

France ha detto...

Ciao testa a Pagoda!
Ma la foto di apertura e' stata scattata nei pressi del Paluongodong Bumbum (trad: Sito consacrato dalla Celeste Deflagrazione Nvcleare)?

lucia ha detto...

bello! e bravo il mio alberto angela!
aspettiamo altri reportage.
dovresti contattare Vulvia di Rieducascional ciannel!

Giorgiorgio ha detto...

@ butterfly:

me la trovi te la guida che sa l'ingluese in quel posto sperduto da Dio, ehm, volevo dire sperduto da Budda?!?! :)
vendicati vendicati, tanto vinco sempre io!! :)


@ France

guarda, le città di provincia sono spesso così!! Semplicemente le stanno rifacendo da capo: tirano giù tutto e via, si ricomincia!! Infatti sembra sia passato il terremoto!
Ah, una curiosità!! Chengde pare voglia dire "città nella quale difendersi dal caldo", o roba del genere!! Chissà se c'è nato anche "due cani che trombano" ! ;)


@ Lucia:

i capelli lunghi già ce l'ho, se mi sbiondo un po' la posso fare io Vulvia!! ^___^

lucia ha detto...

bellino...
perdittreno?
:D